Vangelo del giorno

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  1. Ez 18, 25-28; Sal.23; Fil 2, 1-11; Mt 21, 28-32. ||| In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
    E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
  2. Li riconoscerete dalle loro opere. ||| Con Dio non ci è consentito di fingere. Con lui le mascherine non funzionano; egli scruta i cuori e tutto vede nella verità. «Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce», dice il Signore. Anche le più sùbdole forme di ipocrisia, appaiono evidenti ai suoi occhi in tutta la loro malizia. Gli scribi e i farisei, quasi tutti i capi religiosi del tempo, con arroganza, si ritengono i depositari ùnici ed incontestabili della verità. Ignorano però l'essenziale, il compiere e praticare realmente la volontà di Dio. Le novità di Cristo risuonano perciò in loro come inquietanti eresie da combattere e lo stesso Signore, persona scomoda e da eliminare. Il sommo sacerdote Càifa affermerà solennemente: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un sol uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». È in questo contesto che leggiamo la parabola odierna, pervasa di sottile ironia. Gesù induce così i suoi nemici dichiarati ad una inattesa autocondanna. Prende lo spunto dal comportamento radicalmente opposto dei due figli, rappresentanti di altrettante categorie di persone. Essi ricevono dal padre lo stesso mandato di andare a lavorare nella vigna. Il primo dichiara verbalmente la propria disponibilità, ma poi non esegue quanto promesso. Il secondo invece dichiara inizialmente di non avere voglia di eseguire quell'ordine, ma poi, pentito, esegue il comando ricevuto. Ma poi la domanda coinvolgente del Signore: «chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». La santità vera non è mai un dato acquisito definitivamente, non è un'etichetta che ciascuno può incollarsi alle spalle, richiede lo sforzo diuturno e la consapevolezza di essere sempre in cammino di conversione. È ricorrente, non solo ai tempi di Gesù, la tentazione di credere che la semplice appartenenza a determinate categorie privilegiate possa essere già una garanzia di santità. L'unico punto di riferimento per fare una giusta valutazione è nella risposta che siamo chiamati a dare al Signore se veramente siamo umili cercatori ed esecutori della sua santissima volontà. Può perciò accadere che i pubblici peccatori e persino le prostitute, che prendono coscienza del loro disagio morale e si muovono alla conversione sincera, possano precedere in cielo coloro che gratuitamente si ritengono giusti e santi.